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Odontoiatria digitale: un congresso a Bruxelles

Sono già fatti dell’anno scorso ma qualche insegnamento è comunque meglio portarlo con sé. In fondo è a fine anno che di solito si tirano le somme, soprattutto sull’ odontoiatria digitale, un tema ormai di grande importanza in ambito europeo.

Il 5 dicembre 2016 a Bruxelles l’ odontoiatria digitale è stata protagonista di un congresso patrocinato da AIO Associazione Italiana Odontoiatri su invito del Parlamento Europeo dal titolo “The 3D printing revolution and the dental sector: opportunities, challenge and future application”.

“Il settore 3D a livello europeo si stima avviarsi verso un indotto complessivo da 6 miliardi di euro. A livello di ricerca l’Unione Europea ha sponsorizzato progetti 3D per 160 milioni totali su nuovi materiali, nanotecnologie (manifattura additiva) e applicazioni di e-health che abbracciano anche medici e odontoiatri. Nell’ambito del programma Horizon 2020 altri 113 milioni finanzieranno 27 nuovi progetti in 3 anni.” Queste le parole del capo unità sistemi di ricerca avanzati e biotecnologie della Direzione Generale Ricerca Ue Jose Lorenzo Valles che evidenziano un’estrema attenzione della comunità verso le tecnologie digitali in ambito medico e dentale.

Lo sviluppo infatti dell’ odontoiatria digitale si è fatto sempre più importante ed efficiente sotto ogni punto di vista e ha reso ormai necessarie una serie di mosse da parte degli operatori di questo settore:

  1. Percorsi formativi per dentisti ed odontotecnici che guidino e facilitino l’ingresso di tecnologie digitali nei laboratori

  2. Ricerca, soprattutto sui materiali impiegabili
  3. Normativa (certificazione e procedure)

Il presidente AIO Pierluigi Delogu è intervenuto in questo senso: “Le stampanti 3D ci consentono non solo di riprodurre elementi e modelli dentari ma anche parti anatomiche e di costruire porzioni ossee da innestare ove l’osso non è più presente e molti pazienti perdono per questo i denti. Le macchine più recenti hanno una definizione di 16 micron, e pare che per i materiali i costi di utilizzo si riducano di due terzi-tre quarti rispetto alle tecnologie precedenti. Ma il lavoro di queste preziose aiutanti va guidato da precisione ed accuratezza. Il vantaggio di queste tecnologie non è solo economico e sui tempi di lavorazione ma anche in ambito pre-clinico. La condizione per utilizzarle per me è triplice: training degli odontoiatri, ricerca continua, norme chiare.”

In questo scenario l’ odontoiatria digitale diventa la chiave per una riduzione di costi sia a livello operatore, dentista o odontotecnico, sia a livello paziente consentendo un triplice risparmio: sui materiali essendoci zero sprechi con le tecnologie additive, nello smaltimento dei rifiuti e nella velocità e agilità di esecuzione delle lavorazioni.

Il futuro è già qui. Ricordiamocelo anche quest’anno.

 

Fonti: odontoiatria33.it, AIO e efddgroup.eu

Per vedere l’intero congresso clicca qui.

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